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curriculum vitae

Il Prof. Roberto de Mattei è nato a Roma il 21 febbraio 1948, si è laureato con 110 e lode in Storia Contemporanea presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Roma “La Sapienza” (1972). Dopo la Laurea si è formato alla scuola dello storico Armando Saitta, di cui è stato assistente ordinario di Storia Moderna presso la medesima Facoltà di Scienze Politiche dal 1973 al 1981.

Dal 1° novembre 1978 al 1° novembre 1981 è stato vincitore, su concorso nazionale, di un posto di allievo della Scuola annessa all’Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea di Roma.

Ha superato (1982) la prima tornata dei giudizi di idoneità a professore di ruolo, fascia degli associati, nel settore scientifico disciplinare M-STO/02 Storia Moderna, ed è quindi divenuto (1985) titolare della Cattedra di Storia Moderna presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Cassino, come professore di II fascia. Insegna Storia del Cristianesimo e della Chiesa presso l’Università Europea di Roma, dove è coordinatore del corso di laurea in Scienze storiche.

È stato sub-commissario (2003) e Vice Presidente (2004-2007) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, con delega nel settore delle Scienze Umane; l’8 ottobre 2008 è stato nominato nuovamente Vice Presidente del CNR, con delega nel settore delle Scienze Umane. È membro del Board of Guarantees della Italian Academypresso la Columbia University di New York; componente del Consiglio Direttivo dell’Istituto Storico Italiano per l’Età Moderna e Contemporanea; Presidente della Fondazione Lepanto. Dal febbraio 2002 al maggio 2006 ha avuto l’incarico di Consigliere per le questioni internazionali del Governo Italiano.

Tra le ultime pubblicazioni:

  • L’identità culturale come progetto di ricerca, Liberal Edizioni, Roma 2004.
  • La Biblioteca delle “Amicizie”. Repertorio della cultura cattolica nell’epoca della Rivoluzione, (1770-1830), Bibliopolis, Napoli 2005.
  • De Europa.Tra Radici Cristiane e sogni post-moderni, Le Lettere, Firenze 2006.
  • Il CNR e le Scienze Umane. Una strategia di rilancio, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma 2008.

Ha recentemente curato i volumi:

  • Finis Vitae. La morte cerebrale è ancora vita?, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ) 2007.
  • Presenza del passato. Political Ideas e modelli culturali nella storia e nell’arte senese, Cantagalli, Siena 2008.

 

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4 commenti leave one →
  1. Dario Rotolo permalink
    29 marzo 2011 06:00

    Mi associo alla richiesta di dimissini. Non c’è bisogno affatto di bigotti anche nel mondo della ricerca scientifica. Penso che, viste certe prese di posizione, non sia il caso di continuare ad occupare un ruolo chiaramente incompatibile con simili convinzioni personali. A casa!

  2. rubyred permalink
    29 marzo 2011 08:48

    Che cosa assurda, i cristiani devono stare fuori dalle cose di scienza, quando non sono capaci di rispettare tutte le opinioni, comprese quelle laiche! Si ergono a detentori della verità su questa terra, mentre l’unica verità è che hanno seminato sangue , guerre e discordia in tuto il il mondo e per tutti i secoli passati! Facessero un esame di coscienza veritiero, così la smetterebbero di mettere bocca su ogni cosa!

    • Pastafarian permalink
      29 marzo 2011 13:22

      Concordo appieno e rincaro: una persona che abbia qualsivoglia fede metafisica (che esclude il Flying Spaghetti Monster, in quanto Egli si manifesta in tutta la Sua Ragusita’ anche agli occhi del miscredente) non puo’ che essere in contraddizione con se’ stesso nel momento stesso in cui si occupa di scienza e ricerca, ovvero laddove e’ richiesto un approccio e un metodo per l’appunto scientifici. Lo e’ per ragioni molto evidenti. Intanto si parte dal presupposto che l’ipotesi dell’esistenza di un ente o un fenomeno indimostrabile non possa essere considerato vera, mentre il credente normalmente risponde a queste richieste chiedendo a sua volta di dimostrare l’inesistenza divina o metafisica (richiesta non solo assurda, ma a cui tra l’altro si risponde tautologicamente: dimostro l’ipotesi dell’inesistenza di dio con l’indimostrabilita’ della sua esistenza). In secondo luogo, qualora una ipotesi fosse verificata, essa e’ considerata vera fino a prova contraria; vale a dire che una teoria e’ scientifica quando puo’ essere falsificata, questo perche’ la ricerca scientifica non e’, non vuole e non puo’ essere verita’ assoluta. Per questo motivo motivo deve per necessita assumere come presupposto euristico il diniego della fede (persino quella scientista).

  3. maurizio permalink
    29 marzo 2011 13:20

    De Mattei……MAVAFFANCULO!

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