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Petizione

PETIZIONE PER LE DIMISSIONI DEL VICEPRESIDENTE DEL CNR ROBERTO DE MATTEI

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CHIEDIAMO LE DIMISSIONI DEL VICEPRESIDENTE DEL CNR Prof. Roberto DE MATTEI

22 marzo 2011

AGGIORNAMENTO DELLA PETIZIONE DOPO LE AFFERMAZIONI OMOFOBE DEL VICE PRESIDENTE DEL CNR DE MATTEI

RAGGIUNTO L’OBIETTIVO DELLE 10 MILA FIRME E LE ADESIONI SUPERANO LE 13 MILA

Chiediamo al Consiglio Nazionale delle Ricerche le dimissioni del Prof. Roberto de Mattei, vicepresidente del CNR per l’evidente incompatibilità con l’incarico conferitogli e le sue affermazioni che lo pongono al di fuori del pensiero razionale e dell’esperienza e comprensione del mondo mediata dal metodo scientifico.

Le firme raccolte con la petizione online saranno inviate al Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche e consegnate ai principali giornali e riviste di divulgazione scientifica italiana e straniera.

Nelle ultime dichiarazioni andate in onda su Radio Maria ha dichiarato che lo tsunami in Giappone e la conseguente morte e distruzione sarebbe un “castigo di Dio“, “un modo per purificare“, che le catastrofi siano “sicuramente un’esigenza di giustizia divina” perché “nessuno di noi è immune dal peccato e può dirsi innocente”, che “Dio se ne serve per raggiungere un fine alto della sua giustizia“, che “la morte di un colpevole è l’esecuzione di un decreto di colui che è padrone della vita e della morte“, che “il terremoto è un battesimo di sofferenza che ha purificato la loro anima perché Dio le ha voluto risparmiare un triste avvenire“. (Ratio+ video)

In altre parole dichiara che il maremoto non sia un evento naturale spiegabile esclusivamente secondo le leggi della scienza ma che sia il frutto di un volere sovrannaturale, e nel fare questo abusa della credulità popolare ingenerando un senso di colpa nell’uomo che in alcun modo può essere ritenuto responsabile di un evento naturale quale lo scuotimento della crosta terrestre.

A queste si aggiungono le ultime affermazioni di stampo omofobo rilasciate sempre su Radio Maria da Roberto De Mattei secondo cui “l’impero romano sarebbe caduto per colpa degli omosessuali.” (Repubblica – video)

Circa l’attacco omofobo, della retorica cattolica più intransigente di De Mattei, si ricorda che alla carta dei diritti fondamentali varata a Nizza il 7 dicembre del 2000 l’articolo 21 recita che: ‘è vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica e sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinione politiche di qualsiasi altra natura, gli handicap, l’età o le tendenze sessuali‘.

Riteniamo che il fervente cattolico Roberto De Mattei, noto per aver organizzato un convegno di stampo creazionista all’interno della più importante istituzione scientifica italiana, storico del Cristianesimo, direttore di “Radici Cristiane” e presidente della Fondazione Lepanto, sia libero di credere e pensare ciò vuole – superstizioni comprese – ma che tali assurdità e le offese ai diritti fondamentali dell’uomo e l’incitamento all’odio e alla discriminazione sessuale siano incompatibili con la carica di Vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

File pdf pdf petizione dimissioni de mattei


pagina facebook con l’aggiornamento della rassegna stampa

Aderisco alla petizione:

Rilanciamo la lettera al Presidente del CNR dei ricercatori di Art. 33

7 aprile 2011
6 Aprile 2011
Al Presidente del CNR
Al Consiglio di Amministrazione del CNR
p.c. Al Consiglio Scientifico Generale del CNR

I sottoscritti, in relazione alle dichiarazioni rese dal vicepresidente del CNR Roberto De Mattei, cui si riferisce la nota del Presidente del CNR Luciano Maiani del 24/3/2011:

  • considerato che il loro contenuto esprime una visione incompatibile con la natura del CNR di ente pubblico nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze ;
  • valutato che la nota del Presidente Maiani del 24/3/2011 sulla natura teologica dell’intervento in questione nel riferirsi alla libertà di opinione garantita dalla nostra Costituzione omette di esprimere alcun giudizio sull’inopportunità di tali affermazioni in correlazione alla carica rivestita all’interno del CNR;
  • considerato che in precedenza il Consiglio di Amministrazione del CNR, con Delibera n.149 del 2007, ha già adottato un provvedimento di sostituzione del vicepresidente dell’Ente nella persona dello stesso Roberto De Mattei in virtù del fatto che il decreto di riordino dell’Ente non prevede una durata predefinita al mandato di vicepresidente;
  • considerato che il provvedimento sopracitato del CdA intendeva evitare che Roberto De Mattei assumesse l’incarico di facente funzioni del Presidente, sulla base della constatazione che lo stesso non sarebbe in grado di svolgere tale compito ;
CHIEDONO
le dimissioni di Roberto De Mattei dalla carica di Vicepresidente e di componente del CdA del CNR.
In subordine chiedono che il CdA adotti un provvedimento analogo a quello della Delibera 149 del 2007 sostituendo il Vicepresidente con persona diversa da Roberto De Mattei.

Cordialmente
Umberto Amato
Bruno Buongiorno Nardelli
Francesca Carfora
Alessandra Conversi
Lorenzo Crocco
Alessio De Francesco
Umberto di Porzio
Ferdinando Formisano
Giorgio Forti
Mario Rosario Guarracino
Vito Mocella

Intervista a Odifreddi sul caso De Mattei

30 marzo 2011

Da Internet e Politica intervista di Eleonora Bianchini a Piergiorgio Odifreddi:

Roberto de Mattei, ecco perché non si dimette: Piergiorgio Odifreddi sul voto di Maiani e il consiglio del Cnr

Professor Odifreddi, un commento sulle dichiarazioni a Radio Maria.

Ne ho scritto sul blog di Repubblica, conosco Roberto de Mattei. L’ho incontrato in occasione del precedente scandalo sul workshop antievoluzionista, da cui uscì anche un volume in cui sosteneva che i dinosauri sarebbero spariti “alcune migliaia di anni fa”. Mi pare che le esternazioni su Radio Maria sianoperfettamente in linea con il personaggio. Per un fondamentalista cristiano non è così insolito sostenere quelle posizioni. Ricordo ad esempio che il cardinal Ersilio Tonini aveva definito lo tsunami del 2004 «vampata provvidenziale », «sfolgorio di luce », «momento di grande purificazione », «occasione che Dio ci offre per cambiare mentalità », e addirittura di «tragica bellezza di questo momento».

Tonini quanto meno è un cardinale, De Mattei invece è uno storico del Cristianesimo che sta alla vicepresidenza del Cnr.

Il direttore del Cnr Luciano Maiani ha pubblicato sul sito una nota che è stata  interpretata come presa di distanza da quanto espresso. Tuttavia, è più simile a un’apologia della libertà d’espressione di de Mattei. Cosa ne pensa?

Il fatto è che de Mattei e Maiani fanno parte del Cda del Cnr, un organo ristretto in cui si vota a maggioranza. Maiani, scienziato di fama internazionale ed ex direttore del Cern, in cda ha un solo voto di maggioranza che è proprio il voto di de Mattei. Quindi non può permettersi di scaricarlo. C’è da dire inoltre che la nomina di de Mattei è politica. Maiani comunque, nella nota sul sito, fa quasi un appello alla libertà d’opinione.

Quindi non prende le distanze da quanto espresso da de Mattei in veste di vicepresidente del Cnr.

E’ una posizione compromissoria in cui non sono coinvolte le opinioni del Cnr ma quelle individuali. Il problema è che questi organi sono di nomina politica mentre dovrebbero essere di nomina accademica. Allo stesso modo il vicepresidente del Cnr dovrebbe essere eletto dall’accademia o da un comitato di scienziati. Al contrario, de Mattei è in quota Berlusconi: infatti l’atto di nomina del primo mandato risale al 2004 su proposta diretta di Letizia Moratti, ex ministro dell’Istruzione che aveva cancellato l’insegnamento della teoria dell’evoluzione dai programmi scolastici delle scuole.

Crede che dopo le polemiche di questi ultimi giorni de Mattei si dimetterà?

No. E’ completamente impermeabile alle critiche e posso testimoniare che non gliene può fregare di meno. In fondo non sarebbe nemmeno giusto che alcune migliaia di firme fossero determinanti per le sue dimissioni, anche se pure io online ho ricordato la petizione. Non sono favorevole ai voti di piazza affinché lasci l’incarico. E’ il governo che dovrebbe ritirare la fiducia, ma è utopistico che lo faccia.

Quindi de Mattei non lascerà.

Non penso che decida di dimettersi spontaneamente. Dal punto di vista formale dovrebbe essere sfiduciato dal Cda che l’ha votato, ma sta nella maggioranza di questo consiglio e chi lo compone sarebbe contrario. Dubito che ci sia qualche risultato anche se i blog, le radio e gli articoli che si occupano del caso hanno un ruolo importante per risvegliare consapevolezza e autocoscienza.

fonte: http://internetepolitica.blogosfere.it/2011/03/roberto-de-mattei-ecco-perche-non-si-dimette-piergiorgio-odifreddi-sul-voto-di-maiani-e-il-consiglio.html

La risposta del Vicepresidente del CNR De Mattei

29 marzo 2011

IL VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE


L’«eretico» del Cnr:
«I terremoti? Un castigo divino»
Nuove polemiche sullo storico de Mattei:
«Riaffermo solo la tradizionale dottrina cattolica»

Roberto de Mattei, vicepresidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr)
MILANO – «Gli attacchi contro di me sono un tipico esempio della dittatura del relativismo denunciata da Benedetto XVI. Perché non ho fatto altro che riaffermare la tradizionale dottrina cattolica sulla provvidenza». Roberto de Mattei, vicepresidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), è di nuovo nell’occhio del ciclone. Dopo il discusso convegno antidarwiniano da lui organizzato nel 2009, ora lo storico romano, docente presso l’Università europea di Roma (legata ai Legionari di Cristo), è nel mirino per una conversazione a Radio Maria, nella quale ha sostenuto che i terremoti «sono una voce terribile ma paterna della bontà di Dio» e che in alcuni casi possono essere castighi divini. Online sono state raccolte migliaia di firme per chiederne le dimissioni, da parte di chi considera le sue posizioni «al di fuori del pensiero razionale» su cui si basa il metodo scientifico.
«Innanzitutto – replica de Mattei – non parlavo come vicepresidente del Cnr, ma da cittadino e da credente. Mi sono limitato a riprendere un libretto del 1911 scritto da monsignor Mazzella, arcivescovo di Rossano Calabro, che commentava il terremoto di Messina del 1908 riflettendo sul mistero del male. Il punto è che, come insegnano san Tommaso e sant’Agostino, nell’universo non accade nulla che non sia voluto, o almeno permesso, da Dio per precise ragioni. E tra di esse non è da escludere l’ipotesi di un castigo divino, anche se in materia non vi è certezza».

Ma il Dio cristiano non è amore? «Certo, infatti nel mio discorso non c’è alcun compiacimento. Esso nasce, al contrario, dalla convinzione che uno dei modi per aiutare spiritualmente chi soffre sia trovare una ragione alta e nobile per le disgrazie che l’hanno colpito, spiegando che anche le catastrofi sono originate dall’amore divino, che trae sempre il bene dal male».

Però la scienza indica cause geologiche per i terremoti. «Qui siamo su un piano diverso. Avanzare questa motivazione per chiedere che io mi dimetta equivale a esigere la cacciata dall’università di un fisico che crede al dogma della transustanziazione, certamente antiscientifico, per cui al momento della consacrazione eucaristica pane e vino diventano corpo e sangue di Cristo. Con questa logica scandalosa si arriverebbe a precludere ai cattolici ogni incarico pubblico». D’altronde de Mattei non si stupisce per gli attacchi degli atei: «Conosco la loro intolleranza: a parte Piergiorgio Odifreddi, non hanno mai accettato di confrontarsi con le mie idee, lanciano solo invettive. Mi colpiscono semmai il silenzio e l’ateismo pratico di certi cattolici, per i quali Dio sarebbe assente dalla storia, avrebbe creato l’universo per poi disinteressarsene».

Alcuni teologi infatti spiegano le sciagure naturali con una meccanica propria del mondo, non riconducibile alla volontà di Dio. «San Paolo scrive che il male e la morte sono entrati nel mondo attraverso il peccato originale di Adamo ed Eva. Da quella colpa derivano tutte le lacrime e i dolori dell’umanità. Oggi però nel mondo cattolico è penetrata una visione evoluzionista e poligenista, per cui il genere umano non proverrebbe da una coppia primordiale. Ma Pio XII nell’enciclica Humani Generis ha riaffermato che l’esistenza personale di Adamo ed Eva fa parte del magistero della Chiesa. Questa è una delle tante ragioni per cui un cattolico non può accettare le teorie di Darwin. Perciò mi stupisce che un semievoluzionista come il cardinale Gianfranco Ravasi presieda il Pontificio consiglio per la cultura».

Secondo lei non è adatto all’incarico? «Si chiede a me di lasciare la vicepresidenza del Cnr, ma sarebbe più logico che si dimettesse Ravasi, che sostiene in campo esegetico e scientifico posizioni non del tutto coerenti con la tradizione della Chiesa. Oltretutto l’evoluzionismo è indimostrabile sul piano sperimentale: di fatto è un mito che si sta sgretolando. Sono sempre più numerosi gli scienziati che lo rigettano, come quelli che ho riunito a Roma due anni fa. Ma Ravasi non ha invitato nessuno di loro al convegno a senso unico su Darwin organizzato nel marzo 2009 alla Gregoriana: neppure Josef Seifert, che è membro della Pontificia accademia per la vita».

fonte:
Antonio Carioti
Corriere della Sera
27 marzo 2011

Lettera aperta di Cecilia M. Calamani al professor Luciano Maiani

27 marzo 2011

da Cronache Laiche

Egregio professor Maiani,

le Sue precisazioni sulle dichiarazioni rilasciate a Radio Maria dal professor Roberto De Mattei, vicepresidente del Cnr, in merito alla natura divina del terremoto che ha colpito il Giappone hanno in parte lenito lo sdegno di tutta la comunità scientifica nazionale e di quanti hanno intravisto in quelle affermazioni una evidente incompatibilità con il ruolo istituzionale che il professor De Mattei ricopre all’interno dell’ente da lei presieduto. Tuttavia, prendere le distanze da quell’intervento non è sufficiente.

Lei scrive: «Ferma restando la libertà di espressione quale bene garantito dalla nostra Costituzione, si precisa che i contenuti dell’intervento del prof. de Mattei non coinvolgono in alcun modo il CNR, che l’intervento non è stato reso nella sua veste di vicepresidente dell’Ente e che il contesto in cui esso è stato reso è estraneo alle attività e alle finalità del CNR».

La libertà di espressione di ogni cittadino è salva, ci mancherebbe. Ma il professor De Mattei, proprio per il ruolo che ricopre nel più prestigioso ente di ricerca nazionale, non può rilasciare dichiarazioni antiscientifiche alla stregua di un comune cittadino. E se vuole farlo deve rinunciare al suo incarico istituzionale, in evidente contrasto con le sue affermazioni.

D’altronde, e Lei lo sa bene, il professor De Mattei non è nuovo a questo tipo di posizioni. Come non ricordare il convegno antievoluzionista del 2009 da lui stesso organizzato a Roma, i cui atti furono pubblicati, anche con il contributo economico del Cnr, nel volume dal titolo “Evoluzionismo: il tramonto di un’ipotesi”?

In quell’occasione il professor De Mattei rilasciò altre dichiarazioni che è difficile, in questo momento, non rivalutare: «Dal punto di vista della scienza sperimentale entrambe le ipotesi sulle origini, sia l’evoluzionista che la creazionista, sono inverificabili. Su questi temi ultimi non è la scienza, ma la filosofia, a doversi pronunciare». E ancora: «Credo che Adamo ed Eva siano personaggi storici e siano i progenitori dell’umanità»; «trovo incredibilmente incoerente che ci si possa dichiarare cristiani ed evoluzionisti».

La fede personale del professor De Mattei influisce sulla sua capacità di valutazione critica della realtà, in pieno contrasto con i fondamenti del metodo scientifico. C’è da chiedersi in base a quali titoli accademici gli sia stato conferito un ruolo tra i più prestigiosi per la ricerca scientifica italiana.

Professor Maiani, l’Italia ha già le sue difficoltà a promuovere e sostenere la ricerca scientifica ma in questo caso ne va di mezzo la credibilità stessa che riscuotiamo presso la comunità scientifica mondiale. Le rammento, a tal proposito, un brano della lettera a Lei indirizzata da Jerry Coyne, professore del Dipartimento di Ecologia ed Evoluzione dell’Università di Chicago, a proposito della pubblicazione di quel volume:

«[…] Pensi che sia decoroso per un rispettato consesso di scienziati promuovere e sostenere sfacciate falsità come quelle promulgate in questo libro? (Devo proprio ribadirti che i dinosauri non morirono 40.000 anni fa, né che gli strati geologici siano il prodotto di un’improvvisa inondazione planetaria?). Davvero, è come se il CNR sostenesse la teoria della terra piatta, o che le malattie siano prodotte dagli spiriti maligni. E realmente tu pensi che il rifiuto del CNR di pubblicare simili assurdità sarebbe da considerare una censura? Io lo chiamo “buona scienza”. Sarebbe “censura” per la tua organizzazione rifiutare di pubblicare un libro che sostiene che la terra è piatta? Il creazionismo è equivalente a questo.
[…] Non avrei pensato che un simile problema sarebbe venuto fuori in Italia, specialmente in una rispettata organizzazione come il CNR. Come biologo evoluzionista ho a lungo combattuto il creazionismo, ti esorto a condannare questo ridicolo volume, non a sostenerlo.
E’ imbarazzante per la scienza italiana o meglio per la scienza tutta».

Alla luce delle ultime dichiarazioni, la presenza del professor De Mattei alla vicepresidenza del Cnr non è solo imbarazzante, ma insostenibile.

Non basta, dunque, prendere le distanze. Bisogna rimuoverlo dal suo incarico, prima che un ente di indiscusso prestigio come il Cnr, e con esso l’Italia tutta, perda credibilità agli occhi dell’intera comunità scientifica mondiale.

Con stima,

Cecilia M. Calamani
direttore responsabile Cronache Laiche

Nota di precisazione del Presidente Maiani sull’intervento del Vice Presidente del CNR a Radio Maria

26 marzo 2011

24/03/2011

Prof. Luciano MaianiNota di precisazione del Presidente del CNR Prof. Luciano Maiani in merito all’intervento radiofonico del Prof. Roberto de Mattei, Vice Presidente del CNR, sull’emittente radiofonica privata Radio Maria – Una voce cristiana nella tua casa

Il 21 marzo scorso il prof. Roberto de Mattei ha reso un intervento all’emittente radiofonica privata Radio Maria – Una voce cristiana nella tua casa.

L’intervento a carattere teologico ha riguardato tra l’altro il tragico sisma che si è abbattuto sul Giappone l’11 marzo scorso.

Ferma restando la libertà di espressione quale bene garantito dalla nostra Costituzione, si precisa che i contenuti dell’intervento del prof. de Mattei non coinvolgono in alcun modo il CNR, che l’intervento non è stato reso nella sua veste di vicepresidente dell’Ente e che il contesto in cui esso è stato reso è estraneo alle attività e alle finalità del CNR.

fonte: http://www.cnr.it/cnr/news/CnrNews.html?IDn=2202

In qualità di proponente della petizione popolare, voglio ringraziare anche qui il Presidente del CNR, Prof. Maiani, per la risposta che non si è fatta attendere.

Condivido con lei pienamente la posizione circa la libertà di espressione e siamo d’accordo sui contenuti dell’intervento che, effettivamente, non coinvolgono in alcun modo il CNR, che è proprio il luogo del contendere.

Sono meno d’accordo invece sulla possibilità che un uomo che abbia assunto un ruolo pubblico possa vestire e svestire il proprio ruolo a seconda delle circostanze.

Anche perché lo stesso Prof. De Mattei non teme di qualificarsi, o si fa presentare da altri, quale vicepresidente dell’Ente nelle sue partecipazioni a convegni, garantendo così autorevolezza e prestigio al pensiero che poi espone. È la mia opinione.

La petizione popolare che ho lanciato è stata pensata come il modo più democratico per esprimere il mio pensiero e dissenso. E consentire ad altri di manifestare l’adesione al mio. Non ho mai pensato che questo potesse comportare la reale dimissione dal ruolo del vicepresidente.

Se la nomina è politica, e la politica è la ‘res publica’, un giudizio di merito e una voce in capitolo la dovrebbero avere quanto meno i dipendenti dell’Ente stesso.

Con questa La ringrazio personalmente, e a nome di tutti i firmatari della petizione,

e con immutata stima,
Marco Vanadìa

La Gaia Scienza (via liberthalia)

26 marzo 2011

http://bit.ly/dimissionidemattei

La Gaia Scienza Sull’incomparabile catastrofe umana e ambientale che ha sconvolto la terra del Sol Levante molto si è detto, ma nulla è comparabile alle ispirate parole del prof. Roberto De Mattei, un folgorato che confonde lo tsunami con la distruzione di Sodoma e Gomorra: “Le catastrofi sono talora esigenza della giustizia di Dio, della quale sono giusti castighi. Le grandi catastrofi sono una voce paterna della volontà di Dio, che ci richiama al fine ultimo d … Read More

via liberthalia

L’Associazione Lepanto prende le distanze dal vicepresidente del CNR, Roberto De Mattei

23 marzo 2011

Il Consiglio Nazionale delle Ricerche è, secondo il suo Statuto, “ente pubblico nazionale di ricerca con competenza scientifica generale”, e perciò dovrebbe essere “super partes”.

Il Presidente è il professor Luciano Maiani, designato alla Presidenza del CNR ai primi del 2008 dall’allora Ministro per l’Università e la Ricerca Fabio Mussi, esponente della Sinistra del PD ed oggi vicino a Nichi Vendola.

In quei giorni il PDL insorse contro il Ministro, ricordando che poco tempo prima il professor Maiani aveva firmato la lettera con la quale un esiguo numero di docenti universitari si era scagliato contro la possibilità che SS Papa Benedetto XVI tenesse un discorso presso l’Università “La Sapienza” di Roma in occasione dell’apertura dell’Anno Accademico (cfr. Può il Papa essere maestro nella Sapienza?, in LepantoDocumenti in www.lepanto.org).

Ovviamente il compagno Mussi confermò alla Presidenza il professor Maiani.

Forse si ritenne come un fattore di riequilibrio la conferma alla vicePresidenza del professor Roberto De Mattei, appoggiato da Gianfranco Fini, che l’aveva avuto come collaboratore sia alla vicePresidenza del Consiglio che al Ministero degli Affari Esteri.

Inoltre il professor Roberto De Mattei gode fama di Cattolico intransigente per le sue passate vicende nell’associazione Alleanza Cattolica, dalla quale fu espulso nel 1981, e nel Centro Culturale Lepanto, dal quale si dimise sia dalla carica di Presidente che dalla qualità di Socio nel 2006, mentre oggi è Presidente della Fondazione Lepanto, corrispondente italiana della Lepanto Foundation, fondata a Washington D.C. nel 2001, di cui sempre il professor De Mattei risulta a tutt’oggi Presidente.

Negli scorsi decenni il professor De Mattei in effetti ha sempre mantenuto un atteggiamento di rigoroso rispetto verso la Cattedra di Pietro, atteggiamento che gli ha meritato furiosi attacchi da parte della pubblicistica cattolica più ostile al Concilio Vaticano II ed al tempo stesso, dalla Curia, la concessione delle insegne di un ordine cavalleresco pontificio.

Le cose sembrano però ultimamente cambiate, soprattutto dopo che il regnante Pontefice ha attaccato l’ideologia mercatista (cfr Il Mercatismo come attacco all’Occidente in LepantoDocumenti. in www.lepanto.org, e La proprietà privata ha bisogno del libero mercato? In LepantoFocus in http://www.lepanto.org) nella sua Enciclica “Caritas in Veritate” (cfr. Caritas in Veritate, una mano tesa alle pecorelle atterrite, in LepantoDocumenti in http://www.lepanto.org).

È così avvenuto che in un ponderoso volume di 632 pagine, pubblicato or ora per i tipi della torinese Lindau, il De Mattei si sia schierato contro il Magistero pontificio degli ultimi anni a proposito di una questione delicatissima, quale l’interpretazione del Magistero del Concilio Vaticano II, ossia se esso debba essere considerato un atto di rottura o meno con la Santa Tradizione della Chiesa Cattolica, che tanti Santi e tanta luce ha dato in questi secoli al mondo intero.

Il Santo Padre, anche tenendo conto delle ambiguità delle espressioni di alcuni testi conciliari, in un discorso alla Curia Romana del 22 dicembre 2005 ha condannato l’errata “ermeneutica della discontinuità e della rottura”: da una parte essa è praticata dai progressisti che paradossalmente vogliono coprire la liquidazione della “Chiesa costantiniana”, ossia la Chiesa di sempre, con i paramenti dei precedenti Vicari di Cristo ed Eredi della Cattedra di Pietro, nonché con la solenne autorevolezza di un Concilio Ecumenico tenutosi sulla Tomba dell’Apostolo, per impedire, alla luce del principio di autorità che contraddistingue Santa Romana Chiesa, ogni misura che si opponga al cosiddetto e tanto evocato “Spirito del Concilio”, bandiera di ampi settori della Gerarchia ecclesiale e di più limitati (in termini percentuali) settori del laicato cattolico; se poi costoro non riuscissero ad impedire tali misure, potrebbero così ripiegare su conati scismatici tali da scandalizzare molte anime.

Al tempo stesso, in questa sfida ermeneutica fra interpretazione di rottura ed interpretazione di continuità, resa possibile dalla lamentabile ambiguità di taluni testi conciliari, alcuni ambienti tradizionalisti hanno fatto la stessa scelta degli ambienti progressisti, non per odio alla Chiesa “costantiniana” ma per dimenticanza del monito evangelico sulla maggiore astuzia dei Figli delle Tenebre sui Figli della Luce e perché sono abituati a misurare le loro azioni sul proprio disappunto per come la Divina Provvidenza abbia permesso che sia andata la Storia e non piuttosto sulle condizioni oggettive dell’arena mondiale quale oggi ci è proposta dalla medesima Provvidenza per la nostra milizia.

Il professor De Mattei di oggi, prendendo le distanze in questo libro dall’attuale Magistero pontificio sembra essere lontano da quello di ieri, che come Direttore responsabile di “Cristianità”, organo ufficiale di Alleanza Cattolica, pubblicava nel 1975 questo brano: “Dice Paolo VI nella lettera pontificia Cum iam del 21 settembre 1966 diretta al cardinale Pizzardo a proposito del Congresso Internazionale di Teologia del Concilio Ecumenico Vaticano II: ‘ […] circa poi il valore e l’interpretazione da dare agli stessi insegnamenti [del Concilio Vaticano II] bisogna guardarsi dal considerarli come avulsi dal resto del patrimonio dottrinale della Chiesa, quasi possa esistere contrasto ed opposizione tra loro.

Al contrario tutto ciò che viene insegnato dal Concilio Vaticano II si ricollega in piena armonia col magistero ecclesiastico precedente, di cui non è che continuazione, spiegazione, incremento. Infatti anche per questo fine fu convocato il Concilio, come attestò il Nostro Predecessore Giovanni XXIII di f.m. nel discorso inaugurale, al fine cioè che “fosse riaffermato […] il magistero ecclesiastico” (AAS, 1962, p.786). Nessuno pertanto potrà introdurre criteri propri nelle interpretazione della dottrina del Concilio, ricusando la guida del magistero ecclesiastico; coloro che agiscono in tal modo, per usare espressione di S.Leone Magno, “diventano maestri di errore perché si rifiutarono di farsi discepoli della verità” (Tomus ad Flavianum, ed. C.Silva Taronca, Romae 1932, p.21).”

Al brano citato “Cristianità” apponeva la seguente nota “Perché i nostri lettori si possano fare una idea di qual è la situazione del mondo cattolico – non è necessario bere il mare per sapere che è salato! – segnaliamo che il testo dell’importante documento del regnante Pontefice, che compare nell’originale latino negli Acta Apostolicae Sedis e di cui diamo la versione dell’”Osservatore Romano” del 26-27 settembre 1966, è inspiegabilmente e misteriosamente assente dal volume IV della raccolta ufficiosa degli Insegnamenti di Paolo VI del 1966, edito dalla Tipografia Poliglotta Vaticana e finito di stampare il 21 giugno 1967” ( La proprietà privata è un furto?, in “Cristianità”, settembre-ottobre 1975, pp.10-12, direttore responsabile Roberto De Mattei).

Come non lamentare il fatto che il Consiglio Nazionale delle Ricerche, somma espressione pubblica (pubblica vuol dire che è sotto la responsabilità del Sovrano Popolo Italiano non solo economica, per i milioni e milioni di euro tratti dalle nostre tasche, ma anche politica e morale) della Ricerca Scientifica, ossia della Ricerca della Verità, ha quindi oggi una Presidenza composta da un professore laico che firma una lettera per non far parlare il Santo Padre ed un professore cattolico che scrive un libro per dimostrare che il Pontefice Romano sbaglia quando parla delle vicende di Santa Romana Chiesa?

fonte: http://www.facebook.com/lepanto.org

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